09/04/2008

L'IMPOSSIBILITA' DI SCEGLIERE

Domenica, dunque, si rivota.
La campagna elettorale ha toccato miriadi di argomenti: i precari, le grandi opere, la sicurezza e i salari. Qualcuno ha, ogni tanto, sventolato la bandierina della laicità dello Stato. Ma senza mai scendere nei dettagli, né nelle possibili applicazioni pratiche. Come l'eventuale revisione (o non revisione) della legge 40 sulla fecondazione assistita. Le truppe cattoliche del resto hanno già un nuovo obiettivo: la legge 194, quella che rende possibile l'aborto. E donne e militanti assortiti arrivano nelle piazze prima di giulianoferrara per accoglierlo a pomodori. Tanto entusiasmo, ahinoi, completamente assente nell'estate del 2005, quando più di mezza Italia si astenne per distrazione al referendum, e venne automaticamente iscritta all'invisibile partito ruiniano.
E noi? Noi che su quel tema “eticamente sensibile” siamo ipersensibili? Noi guardiamo a destra e a sinistra, consapevoli che a pensarla come noi ci sono persone di qua e di là. Ma una legge elettorale allucinante ci tarpa le ali. Niente preferenze, solo una croce su un simbolo. E chi c'è dietro quel simbolo, lo hanno scelto gli altri. E poter mandare in Parlamento qualcuno che la pensa come noi, evitando di mandarci qualcuno che ci ha dato degli assassini, è impossibile. Guardiamo a destra? C'è Gianfranco Fini, numero due delle liste in tutta Italia alla Camera. Uno che si prese i pesci in faccia dei suoi compagni di partito, quando annunciò che avrebbe votato quattro sì. E dietro e intorno a lui? Mantovano, ex di An, che fu altrettanto attivo a chiedere l'astensione. O, in Lombardia, per fare un esempio pratico, l'ex radicale Della Vedova numero due alla Camera e l'ex numero uno di Comunione e Liberazione Roberto Formigoni numero uno al Senato. Uno che fece campagna per quattro sì e uno che vuole aprire sezioni dei cimiteri per seppellire i feti abortiti, i “non nati”, come li chiama lui (i “non nati”, come li chiamo io, sono le centinaia di bambini a cui la legge 40 non consente di venire al mondo...). E tutt'intorno, donne che hanno mostrato sensibilità come Stefania Prestigiacomo, e prodotti di Comunione e Liberazione come Lupi, il padrino di Magdi Allam, o Renato Farina. Sì, il giornalista sospeso che è finito sotto processo per il caso del rapimento consentito alla Cia di un egiziano residente in Italia. Fa molto “destra lombarda”, come ha detto Gad Lerner in un recente intervento su Repubblica: pronti a difendere la vita fin dal suo stato unicellulare, e poi pronti a sgomberare campi rom senza preoccuparsi dove dormiranno donne incinte e neonati che in quelle baracche abusive avevano l'unico riparo.
Non che sia meglio a sinistra. Due paradossi. In Lombardia Umberto Veronesi, il medico che ha fatto a sportellate con i vescovi su testamento biologico, accanimento terapeutico, fecondazione assistita, libertà di ricerca, è capolista al Senato. Paola Binetti, la teodem del cilicio, è numero tre alla Camera. In Piemonte Emma Bonino è numero uno al Senato, Luigi Bobba, vicecapo dei teodem, numero uno alla Camera.
Credo che Veltroni abbia ragione, quando dice che i grandi partito moderni devono essere trasversali e non univoci su taluni temi. Lo dimostrano gli Usa, dove la battaglia sulla libertà di ricerca sulle staminali embrionali passa anche per le iniziative di repubblicani, dello stesso partito del Presidente che minaccia il veto a qualsiasi iniziativa legislativa. Il problema è che in Italia la storia insegna che i veti arrivano prima. E condizionano l'intera azione. Se ben ricordate, il Tar ha bocciato le linee guida della legge 40 e Livia Turco, ministro che potevamo annoverare nell'ala laica dei Democratici, ha annunciato, annunciato, riannunciato e mai varato le nuove linee guida. All'epoca, certo, bastava poco per far votare la Binetti e quant'altri contro Prodi (e accadde, se ben ricordate, su un tema pesante come le norme anti-omofobia). Ma Zapatero, che in Spagna ha avuto il coraggio di governare, anche prendendo decisioni difficili che gli scatenarono contro i “family day” alla madrilena, è stato riconfermato. Succederà alla nostra pavida ex maggioranza?
Certo, ci fossero le preferenze, ci fosse un'altra legge elettorale che garantisse facoltà di scelta ai cittadini, sarebbe facile premiare il candidato più vicino a noi nello schieramento che rispecchia il nostro pensiero sugli altri argomenti del programma. Ma così? Che cosa scegliamo? Una croce “di bandiera” che rischia di andare a un partito più sensibile al nostro tema (sulla carta, che in campagna elettorale sulla legge 40 non ha pronunciato verbo nessuno), ma anche a un partito che rischia di star fuori dal Parlamento e da qualsiasi processo decisionale? Una croce a destra, con la speranza che, almeno, i liberali del Pdl abbiano energia abbastanza per stoppare le fughe in avanti ruiniane dei ciellini? O una a sinistra, per godersi il duello tra Emma Bonino e Paola Binetti?
Una tentazione, forte, c'è. Stare a casa.

23/02/2007

punto it

Dopo aver appreso che il destino del governo è tuttora appeso alla volontà di Giulio Andreotti, hanno tolto la legge sulle unioni di fatto dal programma, ma hanno firmato il provvedimento che salva il Festival di Sanremo, autorizzando i maxicompensi a Pippo Baudo e Michelle Hunziker. Questa è l'Italia, bellezza...

02/02/2007

succede altrove

Dalla prima pagina del quotidiano britannico “The Guardian” di ieri l’altro: «Le agenzie cattoliche per l’adozione hanno tempo fino alla fine dell’anno prossimo per adeguarsi alle leggi di non discriminazione, o perderanno accesso ai finanziamenti pubblici. Downing Street ha annunciato ieri che non ci saranno esenzioni alle nuove regole sull’adozione da parte di coppie gay, ma la chiesa cattolica godrà di un periodo di franchigia per adeguarsi. Fino a quel giorno, ci sarà un obbligo statutario per le agenzie religiose a mandare le coppie gay ad altre agenzie. Tony Blair ha dichiarato di sperare che la decisione sia vista come un notevole compromesso. La chiesa cattolica ha espresso profondo disappunto, ma non ha rinnovato la sua minaccia di chiudere sette agenzie per l’adozione». Fin qui la traduzione letterale. L’ho cercata su un quotidiano inglese, perché di una polemica così accesa e con risvolti così simili a quello che accade in Italia, sui media nostrani si è trovata poca traccia. Per riassumere da non abbastanza informato i fatti, dovrebbe essere accaduto più o meno così: lo stato britannico ha modificato le leggi sull’adozione, con un’apertura definitiva alle coppie omosessuali, che peraltro già hanno accesso alla fecondazione assistita. Le adozioni, a quanto ho compreso, sono gestite da agenzie riconosciute dallo stato, che per il loro lavoro ricevono anche sovvenzioni. Tra queste, esistono anche agenzie di matrice religiosa. Quelle cattoliche hanno chiesto non di cambiare la legge (come accadrebbe in Italia, dove i portavoce di Ruini in parlamento farebbero a gara a chi starnazza prima), ma di essere esentate dall’affidare bambini in adozione a coppie omosessuali, con una deroga alla legge per venire incontro ai loro principi. Tony Blair, e non solo lui, ha risposto di no. Il bene superiore, in uno stato (laico o no, mi verrebbe da dire), è la non discriminazione, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. E il pari dovere di tutti i cittadini di applicarla. E così è successo. Dal Regno Unito importiamo musica, letteratura, birra, automobili. Per una volta potrebbero infilare in un container anche un po' di autentico senso civico?

26/01/2007

ma fatelo!!!

Leggo su Repubblica che i parlamentari dell'Udicì Luca Volontè e Rocco Buttiglione lanciano ai neocon e teocon di tutti gli schieramenti politici un appello ad unirsi, al di là delle coalizioni, nel nome della difesa della vita e della famiglia. Assurdo, dicono, riunirsi in chiesa al domenica per la messa e poi trovarsi su fronti opposti in parlamento. Lungi dal dare consigli a chi ha poco a che fare con me, ma voglia il cielo che lo facciano davvero. Finalmente potremmo dare davvero il nostro voto senza che la croce allla Cidielle contribuisca a mandare in parlamento anche Mantovano (faccio un esempio a caso) o che quella all'Unione spinga al cadreghino la Binetti. Si confederino, si uniscano, provvedano a trasformare ogni sillaba di eminence Ruini in una fatwa da far approvare agli altri parlamentari, come dovrebbe funzionare in democrazia. E se non hanno i voti, si rassegnino. O provino con i referendum... Oppure trovino alleanze, magari con la Lega del Bossi, in nome dell'identità cristiana e dell'odio all'islamico. Un momento: come se la caverebbero con le parole di Ruini che chiedono meno ostacoli per il ricongiungimento familiare degli immigrati? Quella legge, la Bossi-Fini, che rende i ricongiungimenti un percorso disumano, l'hanno votata anche Buttiglione e Volontè... che il cancro del relativismo etico abbia colpito anche loro?

23/11/2005

Paradossi/2

Si dice che quei 1000 euro per i nuovi nati siano un omaggio ai cattolici di centro, che invocano provvedimenti a sostegno della famiglia, specie se indirizzati al sostegno alle nascite di nuovi bambini. L'analisi di un'esperta su "La Stampa" di qualche settimana fa obiettava però che, per trovare quei fondi, lo Stato ha compiuto tagli altrove, per esempio agli enti locali. L'equazione non torna: i mille euro in tasca alle famiglie, se non usciranno in tre mesi di pappe e pannolini (calcolo a spanne), se ne andranno con le rette maggiorate degli asili nido, visto che i Comuni avranno meno fondi a dispoosizione dal Governo centrale, o nelle super-rette degli asili nido privati (una cifra che conosco? 700 euro al mese), che poi non sono tutti gestiti dalle suore (cosa che avrebbe potuto far piacere ai partiti di centro che chiedevano il provvedimento). Ma il vero paradosso è: e se dopo tutto questo tran tran per compiacere i cattolici, il cardinal Ruini prima delle elezioni facesse una sortita clamorosa per sostenere Prodi e Rutelli? E che diamine, sono cattolici anche loro, e nemmeno divorziati come il Cavaliere...

22/11/2005

Paradossi

E così nella nuova Finanziaria ci sarà un bonus di 1000 euro per le famiglie di tutti i bambini nati nel 2005, come Vanessa. Lo ha voluto il Governo (in gran parte favorevole alla legge 40 per non dire contrario alla fecondazione assisitita, se si escludono le uscite pubbliche di Fini, Prestigiacomo e Martino) e lo ha votato il Parlamento, con i sì di un sacco di astensionisti al referendum. Il paradosso è che i mille euro, "incassati" dal nostro punto di vista, copriranno una buona fetta delle spese mediche per le cure e i trattamenti che hanno consentito a Vanessa di nascere. Non sappiamo se fosse questa l'intenzione dei legislatori... comunque grazie
mamma e papà

19/10/2005

Parlamento

Qualche giorno fa la Camera ha bocciato un articolo della nuova legge elettorale (che torna al proporzionale, in barba alla volontà degli elettori in un neanche troppo lontano referendum popolare) sulle cosiddette "quote rosa", ovvero sulla tutela della presenza di donne nelle liste elettorali. In una giornata in cui la seduta è stata costellata da episodi come applausi, fischi, esposizione di cartelli e striscioni e mutui insulti, come in un derby di calcio qualsiasi, il deputato dell'Udc Giuseppe Gianni così ha commentato (secondo Concita De Gregorio, "la Repubblica") la bocciatura della norma: «Queste non ci devono scassare la minchia».
Senza entrare nel merito della norma in questione (può piacere o non piacere), ripenso però ai giorni del referendum sulla legge 40 e a chi diceva che certi temi erano così delicati da essere di competenza del parlamento e non di un vile referendum. Penso agli striscioni, agli insulti e all'onorevole Gianni e chiedo a costoro: ne siete proprio sicuri? Affidereste al parlamento, a questo parlamento, qualsiasi questione delicata? Specie sulla salute, sulla libertà e sulla vita delle donne?
A proposito, in Germania sta per insediarsi il nuovo governo. Donna è il premier Angela Merkel, donne sono i ministri dell'istruzione e della famiglia. Altro paese, altre menti. Forse.

26/07/2005

Diagnosi preimpianto (copio/incollo)

(da staminali.aduc.it ma la notizia è stata riportata da numerosi organi di stampa... ringrazio www.simplicissimus.it per il link)

"Il giudice civile (sezione di famiglia) del Tribunale di Cagliari, Donatella Satta, ha ordinato la trasmissione alla Corte costituzionale degli atti sulla lite legale fra due coniugi e la Asl 8 di Cagliari, ritenendo "rilevante e non manifestamente infondata" la questione di legittimita' dell'art. 13 della legge 19 febbraio 2004 n.40 in relazione agli art. 2, 3 e 32 della Costituzione.
Una donna portatrice sana di beta-talassemia si era rivolta al giudice dopo che l'Asl cagliaritana si era rifiutata di sottoporla a una diagnosi pre-impianto per un intervento di procreazione medicalmente assistita, procedura vietata dall'attuale legge.
Il difensore della donna, l'avv. Luigi Concas, il 21 giugno scorso aveva depositato nella cancelleria del Tribunale una memoria, incentrata sempre sulla richiesta, come gia' fatto in una memoria precedente, di invio degli atti alla Corte Costituzionale. Nel nuovo documento l'avv. Concas argomentava, con richiami a precedenti pronunce della Consulta e casi di Giurisprudenza, l'"irragionevolezza" della mancata possibilita' "che una donna possa essere sottoposta a esame di pre-impianto quando, come nel caso in questione, e' messa a rischio la salute della gestante e del nascituro".
Il 12 luglio anche la Procura della Repubblica, tramite il sostituto procuratore Mario Marchetti aveva inviato un memoria al Tribunale, chiedendo al Giudice di obbligare la Asl ad eseguire la diagnosi prenatale pre-impianto per l'embrione che sara' trasferito in un utero.
Nell'ordinanza il giudice Satta ha stabilito anche la notifica del provvedimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di Camera e Senato."

19/07/2005

Legge 40 = meno bambini

Copio e incollo da http://phastidio.net (che linkerò e che ringrazio). La sua fonte è una news della Adn-Kronos

Secondo gli esperti della Società italiana di embriologia, riproduzione e ricerca (SIERR), riuniti a Roma per il proprio terzo Congresso nazionale, in Italia, ad un anno dall’approvazione della legge 40, che regola la fecondazione assistita, aumentano gli aborti spontanei e diminuiscono i bebè in provetta.
Secondo gli esperti i casi di aborto spontaneo sono aumentati del 44%. Se prima interessavano poco più di una paziente su 10, ora sono una realtà per una donna su 4, essendo passati dal 14% del periodo pre-legge al 25% stimato a un anno dall’entrata in vigore della normativa.
‘’Uno dei risultati - spiega Paolo Giovanni Artini, embriologo dell’università di Pisa e neopresidente della Sierr - è che il tasso di abortività risulta quasi raddoppiato, con tutte le ripercussioni, soprattutto di natura psicologica, per la donna e per la coppia'’. ‘Sotto accusa’ l’obbligo di trasferire tre embrioni indipendentemente dalla loro ‘vitalità’, ovvero dalla loro capacità di dare inizio a una gravidanza.
Gli specialisti hanno inoltre rilevato che le probabilità di successo degli interventi, nei centri italiani, sono diminuite del 30%. ‘’La causa - spiega Artini - risiede sia nell’impossibilità di identificare embrioni realmente ‘vitali’, ovvero con alte probabilità di impiantarsi in utero, sia nel divieto di far sviluppare embrioni in sovrannumero da utilizzare in cicli successivi'’. Un dato che sembra penalizzare soprattutto donne giovani con una buona risposta ovarica, ‘’che - spiega Artini - proprio perché dotate, solitamente, di una maggiore capacità di produrre ovociti, vengono penalizzate dall’obbligo imposto dalla legge di fecondarne soltanto tre'’.

24/06/2005

Quanti bambini in meno con la legge 40?

"Un gruppo di centri italiani che praticano la Procreazione medicalmente assistita (Pma) ha pubblicato dati relativi ai primi quattro mesi di applicazione della legge, riportando una diminuzione dei successi pari a soltanto il 3% per ciclo di trattamento.Molte persone hanno successivamente utilizzato questi dati per affermare che in realtà non era cambiato niente, che i medici pessimisti (come me) mentivano, che la legge era buona e saggia. Calma, signori, un po' di pazienza, vediamo da che parte stanno i fatti (...) La loro tesi si basa sui risultati di uno studio, fatto da pochi centri e basato su soli quattro mesi di applicazione della legge, dal quale risulterebbe che la diminuzione della percentuale di successi non supera il 3 per cento. Ho fatto un rapido controllo e ho scoperto che questi eminenti colleghi hanno interrotto la lettura prima di arrivare a un passaggio in cui si spiega che, se si considerano tutte le gravidanze ottenute, anche quelle con embrioni congelati (prima della legge) e quelle con ovociti congelati (dopo la legge) la diminuzione dei risultati raddoppia e passa dal 3 al 6 per cento.
Ma che cosa significano queste cifre? Se i miei successi sono pari al 99%, una diminuzione del 6% non è una gran cosa. Ma se si fermano al 10%, allora il calo supera la metà. Una bella differenza. Allora, per capirci, bisogna contare le gravidanze in meno, le nascite che non ci sono più. Con il 6% di calo di risultati, mancano il 22% di bambini.
A questo punto sono andato a controllare i dati dì un altro gruppo di centri (sei) che riguardano un periodo più lungo di osservazione. La diminuzione dei successi è impressionante, anche per gli ottimisti: 21,5% di gravidanze per prelievo ovocitario invece dell'antico 35,6%; 37 nuove gravidanze ogni mese, invece delle 71 di un tempo.
Poi, mi sono messo ad ascoltare e a pensare: ho udito le proteste dei medici che avevano partecipato alla prima ricerca e si dichiaravano traditi da chi l'aveva interpretata; ho parlato con un gran numero di medici dei centri più piccoli, che hanno assistito a un crollo dei risultati (...); mi sono chiesto perché il registro voluto dalla legge, già pronto da mesi (l'istituto superiore di Sanità è luogo di gente seria) non è mai stato attivato dal ministero..."
Carlo Flamigni, il Sole 24 Ore del 3 giugno 2005

Per confrontare i dati, mai che qualcuno non si fidasse di Flamigni (che ha fatto campagna per il sì), confrontare Avvenire del 14 maggio 2005, che riporta molti dei dati citati da Flamigni (www.impegnoreferendum.it/Articoli/News/20050514.htm).

Nota di papà: "non nati", nella terminologia astensionista, sono gli embrioni che, prima della legge, venivano crioconservati. Userò d'ora in poi il termine "non nati", per indicare "il 22% di bambini" che mancano con l'applicazione della legge 40. Correggetemi se sbaglio, che avevo 3 di matematica al liceo: ma su un dato di 5000 bambini nati in Italia ogni anno grazie alla fecondazione assistita (prima della legge), i non nati sarebbero 1100.
Mille e cento...

papà

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