15/06/2005
Tre sì = sollevato dall'incarico
dal "Corriere della Sera" di martedì 14 giugno, pagina 3
Al Corriere di Verona aveva detto che avrebbe votato tre sì e definito «discutibile» il presupposto «che l'embrione sia persona». Così padre Rodolfo Zecchini, docente di Etica allo Studio teologico San Zeno, è stato «sollevato dall'insegnamento» dal vescovo Flavio Roberto Carraro, anche lui frate cappuccino, «essendo venute meno le condizioni di una collaborazione corretta e fruttuosa». I due si erano incontrati «per uno scambio chiarificatore». La nota della Curia è arrivata lunedì pomeriggio.
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14/06/2005
La sconfitta
Il calcolo è empirico e si basa sui dati ufficiali del referendum e su un'elaborazione da un sondaggio pubblicato stamane dal "Corriere della Sera". La quota massima raggiunta da un "sì" (quesito numero 2) è di 10.837.279. Calcolando la quota di "astenuti convinti" (quelli che non sono andati a votare apposta, come li definisce il sondaggio del Corriere), cioè il 35 per cento degli aventi diritto, i probabili no sarebbero oltre 16 milioni. Quindi, dando retta al sondaggio, sarebbe stata sconfitta anche a quorum raggiunto (e con quei 16 milioni alle urne, sarebbe stato raggiunto), anche se gli astenuti al mare sarebbero stati comunque maggioranza relativa (39% secondo il sondaggio). C'è un altro dato, che emerge dal sondaggio: chi si è dichiarato "astenuto convinto", non lo ha fatto solo "perchè non voglio che passi il referendum (51%) ma anche perchè "non mi sono interessato all'argomento" (23%) e perchè "sono talmente indeciso che preferisco non votare" (15%).
Queste sono le cifre, aldilà di commenti politici tutti tesi a minimizzare sconfitte o a massimizzare presunte vittorie. Che fare, se ci si batteva per il sì? Spiegare, spiegare, spiegare. Chi è passato dalla fecondazione assistita ha l'impressione di parlare di cose fin troppo note. E che tutti gli slogan insulsi con cui è stata condita questa campagna elettorale fossero insulsi per tutti. Quanta gente invece ha deciso per la faccia di Hitler sui manifesti di Giovanardi? Spiegare, spiegare, spiegare. Qualcuno forse avrà la pazienza di ascoltare, in questo paese innamorato delle semplificazioni e delle orianefallaci che difendono la vita di Terri Schiavo e, nella stessa intervista, sognano di essere il boia che esegue la condanna a morte di un terrorista (la vita, quindi, è sacra ma non sempre?). Spiegare, spiegare, spiegare... Finchè avremo forza per parlare.
papà
igenitoridivanessa@yahoo.it
15:10 Link permanente | Commenti (3) | Segnala
La mia sconfitta
Solo mia, del mio personalissimo quorum... vedere una zia che ascolta le parole del movimento per la vita alle cui riunioni partecipa e vede la vita (di Vanessa) e prende un volantino referendario e biascica "che schifo"... sentire un amico che dice che non andrà a votare perchè "certe cose non le può decidere il popolino" (e un altro amico che gli risponde: "lo stesso popolino che decise nel dopoguerra tra monarchia e repubblica?")... incontrare una donna con in braccio una bambina, appena arrivata sabato al mare, e dirle che stiamo per partire, così votiamo per i referendum" e sentirle dire "ah già, i referendum"... sapere di non aver spiegato abbastanza, ed aver lasciato che troppa gente decidesse solo per gli slogan ascoltati...
Vanessa, che non ne sa nulla di voto e diritto al voto, sorride lo stesso. La vita continua. Se Dio vorrà, anche tra chi, legge 40 o no, sceglierà ancora la difficile strada della fecondazione assistita e, in fondo a questa strada, abbraccerà il suo bambino.
papà
igenitoridivanessa@yahoo.it
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28/05/2005
Chiuso per ferie
Da oggi il blog non avrà aggiornamenti per qualche giorno: papà, mamma e Vanessa se ne vanno al mare. Chiudono anche i commenti, perchè non possono essere emendati in caso di eccessi. Ci si vede al nostro ritorno. Ci si vede un po' più tardi con quelli che il 12 e il 13 se ne andranno al mare.
papa, mamma e Vanessa
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L'egoismo
Ci ha scritto un'amica, mamma di una splendida bimba con i riccioli. Le abbiamo chiesto il permesso di rendere pubblica la sua lettera e ha detto sì. Eccola
Cari genitori di Vanessa (che ho il privilegio di conoscere e di aver visto sorridere), un figlio non è sempre, in fondo, un atto di egoismo? Anche quando viene concepito nel modo tradizionale? A parte quando i figli "arrivano inaspettati", frutto di retromarce fallite (ma non è egoismo la retromarcia?) o di calcoli sbagliati (non sono egoisti i seguaci di Ogino Knaus o come accidenti si scrive?), non vengono forse "messi in cantiere" consapevolmente? Perché è scattata quella molla biologica che spinge (soprattutto le mamme) ad avere un figlio? A volere disperatamente un figlio? Egoismo o cos'altro?
Devo comprendere ancora oggi (e forse non le comprenderò mai) le ragioni per cui questa molla sia scattata in me. Ma dal momento in cui è scattata non è più stata vita, non c'è più stata pace se non legata a quel test di gravidanza positivo. E questo non è forse egoismo? Ma se la mettiamo su questo piano, le scelte importanti che ciascuno fa nella propria vita possono
essere considerate un atto egoistico; a partire dal decidere di sposarsi. Detto questo, egoista nel vero senso della parola è
chi crede di poter tranciare giudizi sulle scelte e sulle esperienze altrui senza aver neppure lontanamente vissuto nulla di analogo. Egoista innanzitutto perché mette il proprio modo di pensare davanti ai sentimenti di chi, con molta umiltà e
spesso con grande sofferenza dovuta all'incertezza del risultato, ha semplicemente desiderato "aggiungere un posto a tavola". Fare un po' di spazio a un altro essere umano per metterlo a parte dello splendido mistero della vita. Sperando soprattutto di non farne un egoista.
L.
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