24/06/2005

L'elenco degli astensionisti

Questo blog non chiude. Perchè vuole spiegare, spiegare, spiegare. E per qualche iniziativa. Pubblicheremo in questo post l'elenco (che cercheremo di aggiornare costantemente) dei deputati e senatori che hanno fatto campagna per l'astensione o che più semplicemente si sono limitati a non votare. Può essere di aiuto per le prossime politiche. Chi era per il sì, saprà per chi non votare. E chi era per l'astensione, saprà per chi votare.

SI SONO ASTENUTI ED HANNO
FATTO CAMPAGNA PER L'ASTENSIONE
On. Anna Maria Leone (Udc)
On. Antonio Mereu (Udc)
On. Luca Volontè (Udc)
On. Maria Burani Procaccini (Forza Italia)
On. Antonio Palmieri (Forza Italia)
On. Patrizia Paoletti Tangheroni (Forza Italia)
On. Francesca Martini (Lega Nord)
On. Massimo Polledri (Lega Nord)
Sen. Antonio Vanzo (Lega Nord)
On. Gennaro Malgieri (Alleanza Nazionale)
On. Alfredo Mantovano (Alleanza Nazionale)
Sen. Riccardo Pedrizzi (Alleanza Nazionale)
On. Enzo Carra (Margherita)
On. Renzo Lusetti (Margherita)
On. Renato Mosella (Margherita)
On. Stefano Cusumano (Udeur)
On. Alessandro De Franciscis (Udeur)
Sen. Nicodemo Filippelli (Udeur)
On. Francesco Rutelli (Margherita)
On. Daniela Santanchè (Alleanza Nazionale)
On. Rocco Buttiglione (Udc)

SI SONO ASTENUTI
On. Silvio Berlusconi (Forza Italia)
On. Pierferdinand Casini (Udc, presidente della Camera)
Sen. Marcello Pera (Forza Italia, presidente del Senato)

Confessioni eterologhe

Ron, figlio di Anne e Delia (rimasta incinta, come dice il figlio, "dopo qualche mese di scopate casuali"), statunitense del New Jersey. All'età di dieci anni ha iniziato a vivere in un istituto: Delia se n'era andata di casa cinque anni prima ed Anne è morta di tumore.
«Che cosa è stato essere figlio di due lesbiche? E' come se mi chiedessi che cosa è per me essere americano. Non conosco alternative, mi pare l'unica via possibile. Ma forse mi chiedi se avrei voluto essere figlio di una "coppia normale"? Certo che sì. Tu sei figlio di una "coppia normale", giusto? Tu non avresti voluto essere figlio di altri genitori? (...) Oggi che sono adulto padre e marito e sono dentro una famiglia cosiddetta normale, sorrido di quel desiderio legittimo ed ingenuo. Anche ad Anne quel pensiero pesava, anche se poi mi amava come nessuno avrebbe potuto. (...) Oggi, se mi sentisse, le direi che il bene che mi ha dato ha a modo suo germinato. Che semmai mi sento un privilegiato. Che non sono sicuro che molti ragazzi possano dire di essere stati così accolti da un adulto come lo sono stato io da lei. (...) Quel che mi irrita ancora oggi, è che nessuno mi chiede, nessuno si chiede se ho avuto amore, se mi sono sentito amato. Tutti, appena sanno la mia storia famigliare, mi chiedono con un poco di bava alla bocca "com'era-vivere-con-due-lesbiche-e-senza-un-padre". Questo mi fa diventare pazzo. Non sono un fenomeno da baraccone. Pretendo di essere un uomo che ha avuto la sua storia. Tutti gli esseri umani ne hanno una loro. E ogni storia ha le sue fortune e le sue sfortune. Io ho avuto la fortuna di essere stato molto amato. E la sfortuna di esserlo stato brevemente, ma con una disperazione e una forza, con una convinzione e una generosità che non sono sicuro molti conoscono".

Antonio ha 16 anni ed è cresciuto con due uomini italiani. Uno dei due lo ha adottato dicendo di esserne il padre naturale. Lui è figlio di una rumena sedicenne che era decisa ad abortire. L'altro figura come "zio".
Lo zio: "Se Antonio ha mai sofferto della mancanza di una donna incasa? Vorrei poterti dire no e invece sì. Quel che però voglio aggiungere è che anche io, che pure vengo da una famiglia che ha tutti i crismi della famiglia tipica, padre, madre, sorelle e fratelli, ho sofferto. Ho sofferto perchè mia madre era fredda come il ghiaccio e mio padre era interessato a tutto meno che a noi figli. Ad Antonio abbiamo cercato di dare affetto senza fare troppe domande. Se siamo stati egoisti? Mi viene da giustificarmi e da dire che ogni genitore lo è. Quando mai uno fa un figlio per amore di un figlio? Uno fa un figlio per l'idea che si fa della paternità, di quello che sarà il figlio, di come potrà giocare e magari manipolare quell'idea. Il punto è se poi è capace di far discendere quell'idea nella vita di tutti i giorni".
Antonio: "Vi fate un sacco di problemi che non esistono. Parlate troppo, che c'è di strano in tutto questo? Fate troppo casino".

Steve e Roger vivono a Portland, Oregon, trasferitisi dalla Florida, dove avevano avuto in adozione Frank e Tracy, 14 anni, eBert, 10, a cui si sono aggiunti, in Oregon, Wayne, 8, ed Ernie, 5.
Daniele Scalise, l'autore del reportage: "I cinque bambini avevano ognuno davanti a sè un destino piuttosto duro: orfanotrofi ed abbandono a se stessi. Steve (come del resto gli aveva chiesto lo Stato prima di affidarli a lui e al suo compagno) ha dovuto lasciare il suo lavoro per occuparsi dei cinque, alcuni dei quali con seri problemi di salute. (...) Un assistente sociale dello stato dell'Oregon è andato a trovarli per capire come si comportassero, è stato a lungo con loro e ne è uscito con un rapporto positivo tanto da chiedere loro di prendersi cura anche di Wayne ed Ernie, due bimbetti sieropositivi con gravi problemi di comportamento. (...) Ora Steve e Roger hanno un nuovo, grande problema. E' che la nuova legge dello stato della Florida ha reintrodotto la proibizione dell'adozione di bambini da parte di coppie gay. Bert, il piccolino, per un miracolo inspiegabile come tutti i miracoli non è più sieropositivo. (...) A questo punto Bert è, per lo Stato della Florida, di nuovo "adottabile" e Steve e Roger continuano a ricevere lettere su lettere dal dipartimento dove si ingiunge lo la restituzione di Bert, che potrebbe essere adottato da "una famiglia normale". L'Oregon dista migliaia di miglia dalla Florida e Steve e Roger e Bert non hanno nessuna intenzione, ma proprio nessuna, di separarsi".

La chiusura di Daniele Scalise: "Non so davvero che cosa voglia dire una famiglia. Mi piacerebbe molto che alludesse a un circuito di affetti solido e ricco che aiuta a costruirci come genitori e come figli. So anche che una certa tendenza propagandistica tende a celare problemi seri - problemi di rapporti interni, problemi sociali, problemi di misure e circostanze - ma che, al suo opposto, l'odio omofobo e la sordità convenzionale non fanno altro che crearne di veri e propri, del tutto originali e spesso micidiali".

Da "Il Foglio" (sì, sì, quello di Ferrara) di martedì 21 giugno. L'ho copiato/incollato io perchè i copiatori/incollatori abituali de "Il Foglio", i miei amici astensionisti, secondo me questo non lo pubblicano sui loro blog.

Quanti bambini in meno con la legge 40?

"Un gruppo di centri italiani che praticano la Procreazione medicalmente assistita (Pma) ha pubblicato dati relativi ai primi quattro mesi di applicazione della legge, riportando una diminuzione dei successi pari a soltanto il 3% per ciclo di trattamento.Molte persone hanno successivamente utilizzato questi dati per affermare che in realtà non era cambiato niente, che i medici pessimisti (come me) mentivano, che la legge era buona e saggia. Calma, signori, un po' di pazienza, vediamo da che parte stanno i fatti (...) La loro tesi si basa sui risultati di uno studio, fatto da pochi centri e basato su soli quattro mesi di applicazione della legge, dal quale risulterebbe che la diminuzione della percentuale di successi non supera il 3 per cento. Ho fatto un rapido controllo e ho scoperto che questi eminenti colleghi hanno interrotto la lettura prima di arrivare a un passaggio in cui si spiega che, se si considerano tutte le gravidanze ottenute, anche quelle con embrioni congelati (prima della legge) e quelle con ovociti congelati (dopo la legge) la diminuzione dei risultati raddoppia e passa dal 3 al 6 per cento.
Ma che cosa significano queste cifre? Se i miei successi sono pari al 99%, una diminuzione del 6% non è una gran cosa. Ma se si fermano al 10%, allora il calo supera la metà. Una bella differenza. Allora, per capirci, bisogna contare le gravidanze in meno, le nascite che non ci sono più. Con il 6% di calo di risultati, mancano il 22% di bambini.
A questo punto sono andato a controllare i dati dì un altro gruppo di centri (sei) che riguardano un periodo più lungo di osservazione. La diminuzione dei successi è impressionante, anche per gli ottimisti: 21,5% di gravidanze per prelievo ovocitario invece dell'antico 35,6%; 37 nuove gravidanze ogni mese, invece delle 71 di un tempo.
Poi, mi sono messo ad ascoltare e a pensare: ho udito le proteste dei medici che avevano partecipato alla prima ricerca e si dichiaravano traditi da chi l'aveva interpretata; ho parlato con un gran numero di medici dei centri più piccoli, che hanno assistito a un crollo dei risultati (...); mi sono chiesto perché il registro voluto dalla legge, già pronto da mesi (l'istituto superiore di Sanità è luogo di gente seria) non è mai stato attivato dal ministero..."
Carlo Flamigni, il Sole 24 Ore del 3 giugno 2005

Per confrontare i dati, mai che qualcuno non si fidasse di Flamigni (che ha fatto campagna per il sì), confrontare Avvenire del 14 maggio 2005, che riporta molti dei dati citati da Flamigni (www.impegnoreferendum.it/Articoli/News/20050514.htm).

Nota di papà: "non nati", nella terminologia astensionista, sono gli embrioni che, prima della legge, venivano crioconservati. Userò d'ora in poi il termine "non nati", per indicare "il 22% di bambini" che mancano con l'applicazione della legge 40. Correggetemi se sbaglio, che avevo 3 di matematica al liceo: ma su un dato di 5000 bambini nati in Italia ogni anno grazie alla fecondazione assistita (prima della legge), i non nati sarebbero 1100.
Mille e cento...

papà

19/06/2005

Io questo non lo voto

«Per loro, come diceva Freud, l'uomo deve diventare la sublimazione sessuale volta all'erotismo» dice Castelli sulla procreazione assistita. «Tanto i figli vanno fatti in provetta e c'è chi sta studiando di costruire l'uomo inndustrale». (dall'Ansa, parole d el ministro Roberto Castelli a Pontida, al raduno della Lega Nord).

Sicuri che il Parlamento sia meglio di un referendum, per stabilire norme su argomenti così delicati?

17/06/2005

Globuli rossi e bianchi da staminali embrionali

Come al solito, copio e incollo

MELBOURNE. Scienziati australiani hanno annunciato di aver trovato una via per produrre cellule sanguigne in quantità, utilizzando cellule "master" umane, un passo che potrebbe preludere alla produzione di cellule sangugne sicure per trasfusioni e trapianti di organi. I globuli rossi prodotti in laboratorio potrebbero, in teoria, superare le preoccupazioni di trasmettere infezioni pericolose veicolate da donatori di sangue. Ma i ricercatori dicono che potrebbero essere necessari anni agli scienziati per arrivare al punto in cui le cellule sanguigne potranno essere prodotte in quantità tali per una trasfusione.
«Il che potrebbe essere ottimo, se aprisse una possibilità per il futuro di creare grandi quantità di cellule sanguigne in un ambiente controllato, che possano essere usate per curare i pazienti» ha detto Andrew Elefanty, che ha guidato la ricerca alla Monash University di Melbourne. Scrivendo sul "Us Journal Blood", i ricercatori hanno detto di essere stati ingrado di trasformare cellule staminali embrionali umane in globuli bianchi e rossi, usando un sistema che produce più cellule sanguigne più rapidamente e con più sicurezza, con meno ingredienti di origine animale, di uanto sia stato fatto finora. «L'altro particolare che crediamo sia importante è che il modo in cui abbiamo indotto le cellule a svilupparsi in sangue è qualcosa che potrebbe essere applicato alla stessa maniera ad altri tipi di cellule» ha detto Elefanty all'agenzia Reuters.
Il sistema del team è stato in grado di stimolare le cellule staminali in modo specifico, per diventare globuli bianchi o rossi. Elefanty ha detto che la ricerca ha mostrato che la strada per trasformare cellule staminali embrionali in cellule sanguigne è la stessa sperimentata su altri animali, come i topi. Mentre altri ricercatori hanno usato siero da mucche, come mezzo per far crescere le cellule, il team della Monash ha usato un cocktail di soluzione salina ed elettroliti con aminoacidi e grassi. Il sistema non è completamente libero dall'uso di proteine animali, visto che l'albumina è stata "purificata" dalle mucche. Il team programma di usare albumina sintetica appena diventerà disponibile.
SONALI PAUL (Reuters, tradotto da papà)