26/07/2005

Pillola di saggezza

Da Avvenire del 19 luglio

"L’altra faccia del controllo delle nascite, infatti, è il desiderio di concepire un figlio proprio nel momento in cui lo si desidera, e poiché il corpo umano non funziona meccanicamente, ma sulla fecondazione reagisce con una complessità non controllabile, dall'uso della pillola è sorta la necessità di combattere la sterilità crescente con la procreazione assistita. Con effetti devastanti per il nostro concetto di dignità dell'essere umano. La diffusione della pillola, poi, oltre a deresponsabilizzare gli uomini rispetto alla sessualità e alla procreazione, ha promosso un tipo di emancipazione femminile che tende all'omologazione con il modello maschile, cioè con la possibilità di separare la sessualità dalla procreazione". (Lucetta Scaraffia)

Lucetta Scaraffia è docente universitaria, considerata una delle massime esperte italiane di storia delle donne e storia religiosa. Eppure l'essere donna di scienza non le impedisce di soffrire di un morbo dannoso per lei e doloroso per chi la ascolta, la generalizzazionite. Provo ad analizzare, locuzione per locuzione.

"Il desiderio di concepire un figlio proprio nel momento in cui lo si desidera": per iniziare a desiderarlo, bisogna trovare una persona con cui desiderarlo assieme. C'è chi non è così fortunato e non la trova a diciannove anni, nel piemo della sua fertilità (presunta, ovviamente, perchè a 19 anni si possono avere gli stessi problemi fisici che io e mamma abbiamo scoperto a 34). Ma non è la prima volta che si insinua questo concetto sibilante: care donne, volete avere figli? Rinunciate a qualsiasi altra aspirazione, che siano gli studi, la carriera, un lavoro... Trovate un uomo e fatelo per tempo, perchè la maternità è un valore. E gli altri valori? Primo fra tutti, quello di avere un figlio "proprio nel momento" in cui si è trovata la persona giusta con cui crescerlo nell'amore?

"Dall'uso della pillola è nata la necessità di combattere la sterilità crescente con la procreazione assistita": ah sì? Chissà se la prof. riesce a spiegarmi, in parole semplici, che cosa c'entra la pillola con la mia oligospermia? Visto che il suo concetto è così generale, che mi faccia rientrare nelle sue immutabili categorie. E che cosa c'entra la pillola con chi ha le tube chiuse, l'utero conformato in modo da rendere più difficile il concepimento, una sterilità indotta da cure, per esempio, per il cancro, un problema di natura quasi genetica che rende incompatibili spermatozoi e ovuli... Un buon ginecologo potrebbe continuare l'elenco. A proposito: da quando conosco mamma (dodici anni), lei non ha mai ingerito una pillola. Poi, tanto per scherzare, le ha telefonato il direttore di Avvenire per aver usato quella locuzione "procreazione assisitita"? Lo sa che lì si usa il termine "artificiale", che fa tanto poco naturale (che cosa c'è di innaturale, nell'amore di due persone che genera un figlio?) e faceva tanto propaganda astensionista?

"Il nostro concetto di dignità dell'essere umano": Nostro? Di chi? E quali sono gli effetti devastanti? Più devastanti delle centinaia di bambini non nati grazie agli effetti della legge 40? E delle decine di coppie gettate nello sconforto per non aver potuto abbracciare un frutto del loro amore? Da altri scritti, traspare un certo disgusto della prof. verso noi, che a suo avviso abbiamo un figlio solo per assecondare un poco desiderabile desiderio. Secondo lei, non siamo mai stati disposti a sacrifici per averlo. Invece, forse, poche coppie come quelle della fecondazione assisitita hanno fatto sacrifici, grandi e dolorosi. Il disturbo di chiacchierare con qualcuno di noi, senza pregiudizi, forse le potrebbe essere di giovamento.

"Un tipo di emancipazione femminile che tende all'omologazione con il modello maschile, cioè con la possibilità di separare la sessualità dalla procreazione": Amen. Da maschio sono un po' divertito e un po' offeso. Penso a certi modelli maschili delle vecchie società contadine, quando avere tanti figli era un segno incontrovertibile di virilità ed anche una necessità, per procurarsi braccia familiari per il lavoro quotidiano nei campi. Penso a certi modelli maschili, in cui l'atto sessuale era un desiderio dell'uomo, a cui la donna sottostava inerme, spesso indossando una camicia da notte con un buco proprio lì. Penso alle donne che devono stare a casa, magari coperte da veli e abiti lunghi, perchè nessun occhio le violi, come nell'Islam più retrivo (oddio, l'Islam, ma la prof è tra quelli che ci dialogano o ci si scontrano, nel modello fallaciano dello scontro di civiltà?). Poi penso che, maschile o femminile che sia, merito della pillola o solo del principio (umano e, mi si consenta, divino) che tutti, uomini e donne, sono nati uguali, si sta meglio adesso.

papà

Diagnosi preimpianto (copio/incollo)

(da staminali.aduc.it ma la notizia è stata riportata da numerosi organi di stampa... ringrazio www.simplicissimus.it per il link)

"Il giudice civile (sezione di famiglia) del Tribunale di Cagliari, Donatella Satta, ha ordinato la trasmissione alla Corte costituzionale degli atti sulla lite legale fra due coniugi e la Asl 8 di Cagliari, ritenendo "rilevante e non manifestamente infondata" la questione di legittimita' dell'art. 13 della legge 19 febbraio 2004 n.40 in relazione agli art. 2, 3 e 32 della Costituzione.
Una donna portatrice sana di beta-talassemia si era rivolta al giudice dopo che l'Asl cagliaritana si era rifiutata di sottoporla a una diagnosi pre-impianto per un intervento di procreazione medicalmente assistita, procedura vietata dall'attuale legge.
Il difensore della donna, l'avv. Luigi Concas, il 21 giugno scorso aveva depositato nella cancelleria del Tribunale una memoria, incentrata sempre sulla richiesta, come gia' fatto in una memoria precedente, di invio degli atti alla Corte Costituzionale. Nel nuovo documento l'avv. Concas argomentava, con richiami a precedenti pronunce della Consulta e casi di Giurisprudenza, l'"irragionevolezza" della mancata possibilita' "che una donna possa essere sottoposta a esame di pre-impianto quando, come nel caso in questione, e' messa a rischio la salute della gestante e del nascituro".
Il 12 luglio anche la Procura della Repubblica, tramite il sostituto procuratore Mario Marchetti aveva inviato un memoria al Tribunale, chiedendo al Giudice di obbligare la Asl ad eseguire la diagnosi prenatale pre-impianto per l'embrione che sara' trasferito in un utero.
Nell'ordinanza il giudice Satta ha stabilito anche la notifica del provvedimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di Camera e Senato."

19/07/2005

ProLife: difendi l'embrione, spara al ladro

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato un'integrazione alle norme penali italiane sulla legittima difesa, provvedimento che reca la firma di un manipolo di senatori di An, Forza Italia, Udc e Lega Nord. In base alla nuova norma, se venisse approvata anche alla Camera, il concetto di legittima difesa si estende...
"...se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati ("nell'abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi", secondo l'articolo 614 del codice penale sulla violazione di domicilio, ndr) usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale".

In pratica sparare per difendersi diventerebbe legittimo non solo per tutelare la propria vita, ma anche i propri beni. Sono curioso di sapere quanti parlamentari fieri astensionisti "in difesa della vita", hanno votato senza essere attraversati dall'ombra di un dubbio.

Legge 40 = meno bambini

Copio e incollo da http://phastidio.net (che linkerò e che ringrazio). La sua fonte è una news della Adn-Kronos

Secondo gli esperti della Società italiana di embriologia, riproduzione e ricerca (SIERR), riuniti a Roma per il proprio terzo Congresso nazionale, in Italia, ad un anno dall’approvazione della legge 40, che regola la fecondazione assistita, aumentano gli aborti spontanei e diminuiscono i bebè in provetta.
Secondo gli esperti i casi di aborto spontaneo sono aumentati del 44%. Se prima interessavano poco più di una paziente su 10, ora sono una realtà per una donna su 4, essendo passati dal 14% del periodo pre-legge al 25% stimato a un anno dall’entrata in vigore della normativa.
‘’Uno dei risultati - spiega Paolo Giovanni Artini, embriologo dell’università di Pisa e neopresidente della Sierr - è che il tasso di abortività risulta quasi raddoppiato, con tutte le ripercussioni, soprattutto di natura psicologica, per la donna e per la coppia'’. ‘Sotto accusa’ l’obbligo di trasferire tre embrioni indipendentemente dalla loro ‘vitalità’, ovvero dalla loro capacità di dare inizio a una gravidanza.
Gli specialisti hanno inoltre rilevato che le probabilità di successo degli interventi, nei centri italiani, sono diminuite del 30%. ‘’La causa - spiega Artini - risiede sia nell’impossibilità di identificare embrioni realmente ‘vitali’, ovvero con alte probabilità di impiantarsi in utero, sia nel divieto di far sviluppare embrioni in sovrannumero da utilizzare in cicli successivi'’. Un dato che sembra penalizzare soprattutto donne giovani con una buona risposta ovarica, ‘’che - spiega Artini - proprio perché dotate, solitamente, di una maggiore capacità di produrre ovociti, vengono penalizzate dall’obbligo imposto dalla legge di fecondarne soltanto tre'’.

29/06/2005

Staminali e ricerca: una buona notizia

Anche in Italia adesso c'è un disegno di legge per rendere più facile ed efficace la raccolta delle cellule staminali da cordone ombelicale. Lo hanno preparato alcuni deputati e senatori, già componenti del famoso comitato "Non votare", quello degli astensionisti-doc (molti sono nell'elenco qui sotto). Si tratta, fatte le debite proporzioni, di una legge simile a quella in corso di approvazione negli Stati Uniti (quasi unanime la prima votazione al Congresso, ora toca al senato) che istituisce fondi per la ricerca e la creazione di una banca dati, per rendere più facile la ricerca di compatibilità per i pazienti (vedi l'archivio del blog). Peccato che negli Stati Uniti la legge sia in discussione insieme a quella che riaprirebbe i finanziamenti federali (molti Stati già lo fanno) per la ricerca sulle staminali embrionali, anche questa già approvata al Congresso. E peccato che in Italia, almeno stando all'articolo da cui ho appreso la notizia (da "Avvenire"), i promotori si facciano belli di questa proposta, in contrapposizione all'altra ricerca sulle staminali, quelle embrionali. Un esempio? L'ineffabile Daniela Santanchè ha dichiarato qualcosa come: così non possono più dire che siamo contro la ricerca scientifica. Se lo dice lei...