13/05/2008
Atti d'amore
“Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita”
(Benedetto XVI)
I bambini nascono dopo uno stupro.
I bambini nascono perchè se non la metto incinta non sono maschio.
I bambini nascono perchè non smetto finchè non ho una femmina.
I bambini nascono perchè ai sedicenni non spiegano più l'educazione sessuale.
I bambini nascono perchè certi ginecologi garantiscono che “servono anni, perchè un pene e una vagina si adattino a vicenda...” (l'ho sentita io, al corso prematrimoniale della mia parrocchia).
I bambini nascono perchè se la coppia è in crisi chissà che un figlio non ci riavvicini.
Potrei continuare. Ma il concetto è chiaro.
E poi ci sono bambini che forse non sarebbero mai nati, se l'amore di due persone non avesse attraversato i sentieri faticosi della medicina e della scienza, pur di vedere la loro vita arricchire il mondo.
Da questo punto di vista, è così gretto, materialista e miope distinguere tra “atto d'amore” e “tecnica”. Come se l'amore si potesse esprimere solo attraverso l'atto sessuale.
Ma, si sa, il Pontefice costruisce teorie poggiate sui suoi dogmi.
Beh, glieli lascio volentieri.
Io mi infilo in tasca le sue parole inutilmente offensive.
E mi tengo Vanessa.
13:35 Scritto in Dibattito | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: amore, benedetto XVI, nascita, fecondazione assistita
18/04/2008
IL PIU' DIVERTENTE DI TUTTI
Il più divertente di tutti è il cardinal Martino. Nobile uomo di profondi principi, dopo aver passato anni e anni all'Onu a parlare con ferma convinzione di pace e disarmo, martedì ha dato un'occhiata ai dati delle elezioni e si è detto “preoccupato per il risultato della Lega Nord”.
Oh santi numi. Non sarà un pochino tardi? Non era meglio dire qualcosa prima? Anche, per esempio, quando i leghisti hanno scambiato i sagrati delle chiese lombarde per luoghi di campagna elettorale, volantinando contro l'arcivescovo che aveva criticato lo sgombero indiscriminato dei campi rom? No, prima tutti zitti. A guardare, tutto sommato, con simpatia a quelli che, nei manifesti, strillavano “giù le mani dalla famiglia” e giuravano di proteggere i campanili, contro l'invasione dei minareti. Gli stessi che si sono dichiarati a favore della moratoria sull'aborto e contro l'eutanasia. E che, se fioccassero più soldi alle scuole cattoliche, non si metterebbero certo a contestare. I tre valori non negoziabili, no? La difesa della vita dal concepimento alla fine naturale, la famiglia, la libertà di scelta nell'istruzione. Fatto: non c'è più la diccì, l'udicì non conta una briciola, e allora ben venga l'armata padana. Chissenefrega se difendono la vita appena concepita e quella morente e, per il lungo periodo che sta in mezzo tra concepimento e morte hanno opinioni un po' originali. I rom se ne devono andare. Poco importa se le baracche abusive erano l'unico rifugio di un neonato. Che si arrangi. O muoia di freddo, che è di un'etnia “sporca”. Forse non è un caso se un quotidiano stravenduto come Libero plauda agli sgomberi dei Rom, senza se e senza ma, e poi abbia una seguita rubrica che stigmatizza i maltrattamenti agli animali. Meglio i cuccioli, dei clandestini. Gli immigrati devono star fuori. Non importa quanta fame li abbia spinti sulle nostre coste. Al limite, da bravi ipocriti, meglio se, ben nascosti, lavorano in nero per qualche artigiano evasore di qualche valle a maggioranza leghista. E se un parroco veneto si azzarda a raccogliere soldi per aiutare la comunità islamica a costruirsi un centro culturale più grande, ci pensano i leghisti ad allearsi col vescovo per farlo smettere. Loro amano le semplificazioni: islamico uguale terrorista. Beh, anche io. Leghista uguale razzista.
Del resto, che fa il quotidiano della Cei? L'edizione di mercoledì, quella dei primi approfondimenti del dopo-voto, non riporta una riga dell'opinione del nobile cardinale. In compenso, c'è un'intervista al già responsabile dei Cattolici Padani, che spiega quanto siano buone e niente affatto razziste le camicie verdi. E una quantità di commenti in cui si detta l'agenda al Governo in pectore. Compreso un invito a non lasciare cadere nel vuoto i temi sollevati da Giuliano Ferrara (invito già raccolto, se è vero che sarà ministro della Sanità un militante di Comunione e Liberazione). Poco importa che la sua lista “etica” abbia superato a fatica lo zerovirgolaquattro, meno di un prefisso di Treviso. Meglio, molto meglio, porgere un omaggio alla tenuta dei centristi (sì, quelli del signor Pezzotta e di unmilionedipersone al Family Day) e sottolineare, ma con la matita rossa e blu, la caduta delle cosiddette “forze zapateriste”. Chissenefrega se la somma di Sinistra Arcobaleno, Socialisti e partitini con falce e martello fa più o meno quanto l'Udc, e soprattutto grazie all'exploit siciliano di un condannato a cinque anni per favoreggiamento, l'unico che consente loro di metter piede in Senato. Meglio, molto meglio, millantare. E, come al solito (come ai tempi dell'annessione al pensiero ruiniano dell'intera massa astensionista al referendum, per capirsi), guardare la realtà attraverso il binocolo deformante che si ha in dotazione.
Che, a volte, sembra così diverso dal Vangelo...
13:54 Scritto in Dibattito | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cardinal martino, politica, dopoelezioni, lega nord
22/01/2007
censure
"Un modello inaccettabile di famiglia". "Riteniamo assurdo che si riproponga un amore omosessuale come la cosa piu' normale di questo mondo. Ci sorprendiamo che la tv pubblica sia portatrice di questi disvalori": tranquilli, se pensate che abbia tradotto dall'arabo o dal farsi un qualche strale di una qualche associazione religiosa saudita o iraniana per la trasmissione in tv di un programma "immorale", non ho faticato neanche un po' per copiare e incollare questi simpatici brani. Sono i commenti di due associazioni cattoliche alla trasmissione sulal Rai della nuova serie di "Un medico in famiglia" dove, come sembra, si racconta anche di una coppia gay. A chi crede (del resto come Adolf Hitler) che l'amore omosessuale sia non normale, porgiamo l'invito alla visione di programmi fatti da eterosessuali, come Buona Domenica o come un film d'azione americano, di quelli con un morto o due al minuto. Questa manfrina, buona soprattutto ad uscire sui giornali, segue di una manciata di giorni la presa di posizione contro "Manuale d'amore 2", che per ora è solo al cinema. Ma è bastato che il film ottenesse (probabilmente pagando) un paio di passaggi in tivù in programmi Rai, per scatenare parlamentari del calibro della senatrice Paola Binetti (neuropsichiatra, fu leader del comitato Scienza e Vita ai tempi della Legge 40 e del referendum, metre ora, anzichè astenersi, vota con Capezzone e Pannella al fianco della maggioranza di Prodi). O del calibro di Luigi Bobba, anche lui della Margherita. Li chiamao Teodem, forse perchè amano essere più clericali dei preti: Bobba ha detto che gli parevano strani i promo in tivù a quel film, richiamado attenzione. Ovvio: in quel film di Giovanni Veronesi ci sono Sergio Rubini ed Antonio Albanese innamorati. Tra di loro. E Fabio Volo, con la moglie (almeno non convivono, amici teodem, rasserenatevi) Barbara Bobulova, vola a Barcellona per una fecondazione assistita che in Italia risulta quasi impossibile. In fondo è una visione sciita del dibattito: è contro di me? Quindi non deve aver voce: Anche perchè se è contro di me, è contro iddio.
E così sia
18:01 Scritto in Dibattito | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
16/01/2007
non siamo fosforescenti
Una delle letture divertenti del lunedi', e' il ritratto che Giancarlo Perna dedica a un ministro o a un esponente della maggioranza di governo, sulle pagine de "il Giornale". Per adempiere il mandato dell'editore, il giornalista va a caccia di incongruenze nella vita politica e non degli esponenti della maggioranza attualmente al governo. Lunedi', e' toccato al ministro Pecoraro Scanio. Perna osserva: "Si batte per i prodotti biologici ed i cibi genuini. La pannocchia e' sacra e qualsivoglia sua manipolazione, ibridazione o clonazione lo inorridiscono. E' invece aperto in fatto di bambini. Gli stanno bene in vitro, geneticamente modificati, in laboratorio, in serie". Un po' generalizzato? Il sommario del titolatore di turno fa di peggio: "Detesta il nucleare, gli ogm e le antenne tv. Ma è favorevole alla fecondazione in vitro per i bambini". A Perna e all'addetto ai titoli bisognerebbe ricordare che il referendum sulla legge 40 e' passato e non dovrebbero sentire piu' il bisogno di fare campagna elettorale forzando paragoni impossibili. Scritto cosi', e lo dico da papa' che ha fatto ricorso alla fecondazione in vitro, sembra che icsi e fivet siano una manipolazioen egnetica, come quella che si fa alle pannocchie per farle crescere meglio. Niente di tutto questo, ovviamente: succede "in vitro" quello che accade nell'utero di una madre e che, in alcuni casi, non riesce ad accadere. E i bimbi come Vanessa non sono ogm. Sono bambini. E se incontraste Vanessa per la strada, vi accorgereste che non è fosforescente nè ha uno strano alone come in quella vecchia pubblicità progresso anti-aids. A proposito, Louise Brown, la prima "bambina in provetta" come si diceva allora, nata in Inghilterra nel 1978, e' diventata mamma di Cameron John a dicembre. "il concepimento è stato naturale" hanno osservato i giornalisti. Appunto. Vi stupireste se il figlio di una madre diabetica nasce senza il diabete? O, meglio, se il figlio di un papa' con gli occhi azzurri e di una mamma con gli occhi neri nasce con gli occhi castani? No? Qualcuno invece forse si aspettava che la figlia di Louise Brown nascesse con le antenne, o con due nasi e tre occhi...
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01/12/2006
Will, Grace e Lino Banfi
Quasi in perfetta contemporanea due canali televisivi italiani hanno messo in onda due trasmissioni con un punto di contatto, la presenza nella storia di omosessuali che non nascondono la loro condizione. In un caso, quello del film tv con Lino Banfi e la figlia Stefania, la polemica è salita sopra le righe. Nella trama, la figlia confessa al padre di essere lesbica e di avere una relazione con una ragazza. E il padre combatte con se stesso e la società per accettare questa situazione, riuscendoci. Le richieste di non mandare in onda (in prima serata e su RaiUno) il film si sono sprecate. Una senatrice della Margherita, già nota per il suo attivismo ai tempi della legge 40 e del comitato Scienza e Vita, ha detto che non bisognava trasmettere la fiction, perché l’argomento non era stato abbastanza dibattuto e perché non faceva parte del programma di governo. In una lettera a un quotidiano, un lettore ha osservato che nemmeno l’isola dei famosi fa parte del programma di governo… L’Osservatore Romano ha dedicato righe all’argomento, trasformandosi per una volta in critico televisivo e stroncando, ovviamente, la fiction. Il pubblico ha premiato il film con sette milioni di ascolto, secondo i dati auditel.
Su Sky, via satellite, è stata trasmessa negli stessi giorni la puntata finale di Will & Grace, telefilm che in nove stagioni negli Stati Uniti ha avuto grandi ascolti e numerosi premi. Will è un avvocato gay che vive con la migliore amica Grace e la cui storia s’intreccia, tra una risata e l’altra, con quella di Jack, anche lui gay (colui che ha aiutato Will a fare “outing”), e di Karen, moglie di un miliardario in carcere e “appassionata” di superalcolici e avventure sexy. Nella puntata finale della serie, si ripercorrono vent’anni di vita del gruppo di amici, con un salto in avanti. Will convive con il fidanzato e insieme crescono un figlio, avuto con una fecondazione eterologa grazie a una madre in affitto, per usare termini cari a questo blog. Grace torna con il marito medico, dopo un “tira e molla”, e crescono la bimba nata con l’inseminazione artificiale, di cui Will è il padre naturale. L’ultima scena è con Will e Grace che brindano al prossimo matrimonio dei due figli. Per dirla all’italiana, tre volte reietti perché lui non è stato cresciuto dalla madre naturale che nemmeno conosce e per di più è cresciuto con una coppia gay, e lei non vive con il padre naturale ma con un uomo che sarebbe legittimo genitore, ma non biologico. Pacs, fecondazione assistita, fecondazione eterologa tutti nello stesso telefilm. Polemiche zero, forse perché era via satellite. E (forse) una morale: i figli sono di chi li cresce. Basta amarli. O dobbiamo chiedere il permesso alla senatrice, che inserisca l’amore ad ogni costo per i figli nel programma di governo?
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28/04/2006
un approccio scientifico alla questione
All’affermazione femminista «Un bambino, quando voglio», i medici dell’infertilità preferiscono oggi la formula «un bambino, quando posso». Il fenomeno delle gravidanze tardive, in effetti, non è affare soltanto delle coppie senza problemi. «Il 17 per cento delle donne che desiderano fare appello alle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno più di 40 anni e il 50 per cento più di 35 anni» constata a Tolone il dottor Robert Boschet, ginecologo e coordinatore del centro di assistenza medica alla procreazione assistita della clinica Saint Michel. Questo ricorso tardivo alle tecniche di fecondazione assistita ha delle conseguenze: a 42 anni, le statistiche mostrano che le possibilità di avere un bambino, in questa fascia di età, sono nell’ordine di meno del 5 per cento. Un altro elemento è da tenere in conto: dal 1 gennaio 2006, la fecondazione in vitro non è più rimborsata per chi ha più di 43 anni.
Nonostante queste restrizioni, il centro di Tolone può mostrare risultati rilevanti: aperto nel maggio del 2003, effettua in media 300 trattamenti l’anno. Le “Fivet” sono realizzate in clinica, così come il 95 per cento delle “Icsi” (l’iniezione dello spermatozoo nell’ovocita). Nel caso di azoospermia (assenza di spermatozoi) gli interventi sono effettuati, per il momento, a Marsiglia o a Nizza. «Ma abbiamo già inviato una richiesta, per avere il permesso di effettuare i prelievi nella nostra regione» precisa Robert Boschet, perché l’infertilità maschile è una realtà in progressione.
Altra preoccupazione: l’aumento del numero delle gravidanze multiple, direttamente legata alle tecniche di fecondazione assistita. «Nella fecondazione in vitro, le donne hanno il 20 per cento di possibilità di avere dei gemelli» spiega il dottor Boschet. Queste gravidanze gemellari si traducono in un aumento delle nascite premature, con conseguente sovraccarico dei reparti specializzati. L’obiettivo è di ridurre questo tasso al 15 per cento, sviluppando un metodo di trasferimento di un solo embrione.
Quanto alle due tecniche Fivet e Icsi, non è facile fare un confronto, perché i criteri di valutazione non sono gli stessi. «Le coppie pensano di avere più possibilità di avere un bambino con l’Icsi, il che è vero se la causa dell’infertilità è esclusivamente maschile. Al contrario, se le cause di infertilità sono piuttosto femminili, questa tecnica, salvo casi particolari, non è in fondo giustificata» spiega Robert Boschet. Ma per tutte le coppie che varcano la soglia di un centro di aiuto medico alla procreazione, conta soltanto la loro motivazione. Oggi, circa l’80 per cento delle gravidanze ottenute con l’una o l’altra tecnica hanno come epilogo la nascita di un bambino.
Nicole Fau
(da “Nice-Matin” di domenica 16 aprile, tradotto dal francese da papà)
16:27 Scritto in Dibattito | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
22/11/2005
Luciana Littizzetto
"Perchè Ruini non s'iscrive al Codacons? Così fanno un organismo unico per intervenire su qualsiasi cosa..."
(da Radio Deejay, martedì 22, ore 9,10 circa)
09:38 Scritto in Dibattito | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
02/08/2005
Staminali e ricerca: novità dagli Usa (2)
Come al solito, copio, incollo e traduco
Il leader della maggioranza al Senato Bill Frist ha annunciato venerdì il suo appoggio al disegno di legge già approvato dal Congresso per espandere i finanziamenti federali per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, creando una frattura con il presidente Bush e con i conservatori religiosi, con una mossa che potrebbe avere un impatto sulle sue prospettive di candidatura per la Casa Bianca nel 2008.
«Non è una questione di fede, è una questione di scienza» ha detto Frist, repubblicano eletto nel Tennessee. L'annuncio di Frist ha immediatamente eroso il suo consenso tra i gruppi conservatori cristiani. «Il senatore Frist non si aspetti l'appuggio della comunità "pro-life", se voterà per i fondi a favore della ricerca sugli embrioni» ha comunicato la Christian Defence Coalition, in una nota poco dopo la fine del discorso di Frist. «Il senatore Frist non può avere entrambe le cose. Non può essere a favore della vita e a favore della ricerca sulle staminali embrionali» ha detto il reverendo Patrick J. Mahoney, direttore del gruppo. «E nemmeno può rivolgersi a noi ed avere un largo appoggio dalla comunità pro-life, se decidesse di candidarsi alla presidenza nel 2008».
Chirurgo, specializzato in trapianti di cuore e polmoni e oppositore dell'aborto, Frist ha detto che allentare le severe limitazioni di Bush alla ricerca sulle cellule staminali embrionali potrebbe condurre a progressi scientifici e «scavalcare le differenze etiche e morali» che hanno caricato politicamente questo tema. «Mentre la ricerca sulle staminali embrionali sta muovendo i primi passi, le limitazioni messe in atto nel 2001 finiranno, nel tempo, per rallentare la nostra capacità di creare potenziali nuove cure per talune malattie» ha detto il parlamentare del Tennessee nel suo discorso. «Per questo credo che la politica del presidente vada modificata. Dovremmo espandere le sovvenzioni federali e le attuali linee guida che governano la ricerca sulle cellule staminali, con attenzione e discernimento, restando all'interno di confini etici» ha aggiunto.
Bush ha minacciato di porre il veto sulla legge che espande il supporto finanziario alla ricerca sulle staminali. Una legge che chiede di finanziare di più la ricerca sulle staminali è stata approvata dal congresso (vedi http://vanessace.blogspirit.com/archive/2005/05/25/em-
brioni_e_ricerca_novita_dagli_usa_copia_incolla.html) ma è in stallo in Senato. Il supporto di Frist potrebbe portarla più vicina ad una approvazione e mettere in atto un confronto con Bush. Il discorso di Frist metterà pressione alla Casa Bianca, ha detto il senatore Arlen Specter (Repubblicano della Pennsylvanya), malato di candro e sponsor del disegno di legge. «So che il presidente ascolterà quello che il senatore Frist gli ha detto» ha spiegato Spencer. «Non dico che sarà d'accordo, ma potrebbe spingerci ad essere uniti su questo tema».
H. Josef Herbert, Associated Press
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26/07/2005
Pillola di saggezza
Da Avvenire del 19 luglio
"L’altra faccia del controllo delle nascite, infatti, è il desiderio di concepire un figlio proprio nel momento in cui lo si desidera, e poiché il corpo umano non funziona meccanicamente, ma sulla fecondazione reagisce con una complessità non controllabile, dall'uso della pillola è sorta la necessità di combattere la sterilità crescente con la procreazione assistita. Con effetti devastanti per il nostro concetto di dignità dell'essere umano. La diffusione della pillola, poi, oltre a deresponsabilizzare gli uomini rispetto alla sessualità e alla procreazione, ha promosso un tipo di emancipazione femminile che tende all'omologazione con il modello maschile, cioè con la possibilità di separare la sessualità dalla procreazione". (Lucetta Scaraffia)
Lucetta Scaraffia è docente universitaria, considerata una delle massime esperte italiane di storia delle donne e storia religiosa. Eppure l'essere donna di scienza non le impedisce di soffrire di un morbo dannoso per lei e doloroso per chi la ascolta, la generalizzazionite. Provo ad analizzare, locuzione per locuzione.
"Il desiderio di concepire un figlio proprio nel momento in cui lo si desidera": per iniziare a desiderarlo, bisogna trovare una persona con cui desiderarlo assieme. C'è chi non è così fortunato e non la trova a diciannove anni, nel piemo della sua fertilità (presunta, ovviamente, perchè a 19 anni si possono avere gli stessi problemi fisici che io e mamma abbiamo scoperto a 34). Ma non è la prima volta che si insinua questo concetto sibilante: care donne, volete avere figli? Rinunciate a qualsiasi altra aspirazione, che siano gli studi, la carriera, un lavoro... Trovate un uomo e fatelo per tempo, perchè la maternità è un valore. E gli altri valori? Primo fra tutti, quello di avere un figlio "proprio nel momento" in cui si è trovata la persona giusta con cui crescerlo nell'amore?
"Dall'uso della pillola è nata la necessità di combattere la sterilità crescente con la procreazione assistita": ah sì? Chissà se la prof. riesce a spiegarmi, in parole semplici, che cosa c'entra la pillola con la mia oligospermia? Visto che il suo concetto è così generale, che mi faccia rientrare nelle sue immutabili categorie. E che cosa c'entra la pillola con chi ha le tube chiuse, l'utero conformato in modo da rendere più difficile il concepimento, una sterilità indotta da cure, per esempio, per il cancro, un problema di natura quasi genetica che rende incompatibili spermatozoi e ovuli... Un buon ginecologo potrebbe continuare l'elenco. A proposito: da quando conosco mamma (dodici anni), lei non ha mai ingerito una pillola. Poi, tanto per scherzare, le ha telefonato il direttore di Avvenire per aver usato quella locuzione "procreazione assisitita"? Lo sa che lì si usa il termine "artificiale", che fa tanto poco naturale (che cosa c'è di innaturale, nell'amore di due persone che genera un figlio?) e faceva tanto propaganda astensionista?
"Il nostro concetto di dignità dell'essere umano": Nostro? Di chi? E quali sono gli effetti devastanti? Più devastanti delle centinaia di bambini non nati grazie agli effetti della legge 40? E delle decine di coppie gettate nello sconforto per non aver potuto abbracciare un frutto del loro amore? Da altri scritti, traspare un certo disgusto della prof. verso noi, che a suo avviso abbiamo un figlio solo per assecondare un poco desiderabile desiderio. Secondo lei, non siamo mai stati disposti a sacrifici per averlo. Invece, forse, poche coppie come quelle della fecondazione assisitita hanno fatto sacrifici, grandi e dolorosi. Il disturbo di chiacchierare con qualcuno di noi, senza pregiudizi, forse le potrebbe essere di giovamento.
"Un tipo di emancipazione femminile che tende all'omologazione con il modello maschile, cioè con la possibilità di separare la sessualità dalla procreazione": Amen. Da maschio sono un po' divertito e un po' offeso. Penso a certi modelli maschili delle vecchie società contadine, quando avere tanti figli era un segno incontrovertibile di virilità ed anche una necessità, per procurarsi braccia familiari per il lavoro quotidiano nei campi. Penso a certi modelli maschili, in cui l'atto sessuale era un desiderio dell'uomo, a cui la donna sottostava inerme, spesso indossando una camicia da notte con un buco proprio lì. Penso alle donne che devono stare a casa, magari coperte da veli e abiti lunghi, perchè nessun occhio le violi, come nell'Islam più retrivo (oddio, l'Islam, ma la prof è tra quelli che ci dialogano o ci si scontrano, nel modello fallaciano dello scontro di civiltà?). Poi penso che, maschile o femminile che sia, merito della pillola o solo del principio (umano e, mi si consenta, divino) che tutti, uomini e donne, sono nati uguali, si sta meglio adesso.
papà
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29/06/2005
Staminali e ricerca: una buona notizia
Anche in Italia adesso c'è un disegno di legge per rendere più facile ed efficace la raccolta delle cellule staminali da cordone ombelicale. Lo hanno preparato alcuni deputati e senatori, già componenti del famoso comitato "Non votare", quello degli astensionisti-doc (molti sono nell'elenco qui sotto). Si tratta, fatte le debite proporzioni, di una legge simile a quella in corso di approvazione negli Stati Uniti (quasi unanime la prima votazione al Congresso, ora toca al senato) che istituisce fondi per la ricerca e la creazione di una banca dati, per rendere più facile la ricerca di compatibilità per i pazienti (vedi l'archivio del blog). Peccato che negli Stati Uniti la legge sia in discussione insieme a quella che riaprirebbe i finanziamenti federali (molti Stati già lo fanno) per la ricerca sulle staminali embrionali, anche questa già approvata al Congresso. E peccato che in Italia, almeno stando all'articolo da cui ho appreso la notizia (da "Avvenire"), i promotori si facciano belli di questa proposta, in contrapposizione all'altra ricerca sulle staminali, quelle embrionali. Un esempio? L'ineffabile Daniela Santanchè ha dichiarato qualcosa come: così non possono più dire che siamo contro la ricerca scientifica. Se lo dice lei...
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