02/02/2007
succede altrove
Dalla prima pagina del quotidiano britannico “The Guardian” di ieri l’altro: «Le agenzie cattoliche per l’adozione hanno tempo fino alla fine dell’anno prossimo per adeguarsi alle leggi di non discriminazione, o perderanno accesso ai finanziamenti pubblici. Downing Street ha annunciato ieri che non ci saranno esenzioni alle nuove regole sull’adozione da parte di coppie gay, ma la chiesa cattolica godrà di un periodo di franchigia per adeguarsi. Fino a quel giorno, ci sarà un obbligo statutario per le agenzie religiose a mandare le coppie gay ad altre agenzie. Tony Blair ha dichiarato di sperare che la decisione sia vista come un notevole compromesso. La chiesa cattolica ha espresso profondo disappunto, ma non ha rinnovato la sua minaccia di chiudere sette agenzie per l’adozione». Fin qui la traduzione letterale. L’ho cercata su un quotidiano inglese, perché di una polemica così accesa e con risvolti così simili a quello che accade in Italia, sui media nostrani si è trovata poca traccia. Per riassumere da non abbastanza informato i fatti, dovrebbe essere accaduto più o meno così: lo stato britannico ha modificato le leggi sull’adozione, con un’apertura definitiva alle coppie omosessuali, che peraltro già hanno accesso alla fecondazione assistita. Le adozioni, a quanto ho compreso, sono gestite da agenzie riconosciute dallo stato, che per il loro lavoro ricevono anche sovvenzioni. Tra queste, esistono anche agenzie di matrice religiosa. Quelle cattoliche hanno chiesto non di cambiare la legge (come accadrebbe in Italia, dove i portavoce di Ruini in parlamento farebbero a gara a chi starnazza prima), ma di essere esentate dall’affidare bambini in adozione a coppie omosessuali, con una deroga alla legge per venire incontro ai loro principi. Tony Blair, e non solo lui, ha risposto di no. Il bene superiore, in uno stato (laico o no, mi verrebbe da dire), è la non discriminazione, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. E il pari dovere di tutti i cittadini di applicarla. E così è successo. Dal Regno Unito importiamo musica, letteratura, birra, automobili. Per una volta potrebbero infilare in un container anche un po' di autentico senso civico?
10:26 Scritto in Legge 40 e politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala


Scrivi un commento