07/02/2007

Benvenuto Noah

La storia è di qualche giorno fa. Ma vale la pena ricordarla. Noah è un bambino nato a dicembre, all’incirca un anno dopo l’uragano Katrina che ha devastato New Orleans e una buona fetta del Sud degli Stati Uniti. Noah è nato con la fecondazione assistita, come il fratello maggiore. Là, visto che si può, dopo la nascita del primo figlio, quel papà e quella mamma hanno lasciato in un centro specializzato gli altri embrioni, in attesa di decidere se riprovarci. Ma Katrina non ha guardato in faccia a nessuno. E non ha risparmiato dall’inondazione nemmeno quel centro. Il medico e la biologa di servizio, però, hanno insistito con i soccorritori, perché si tentasse anche il recupero di quei contenitori di azoto liquido dove c’erano le speranze di decine di coppie di diventare genitori. Il salvataggio riuscì, grazie al coraggio dei pompieri di New Orleans. E la storia di Noah è diventata pubblica dopo la sua nascita. Il nome, che vuol dire Noè, è stato scelto non a caso: «E’ scampato al diluvio universale su un’arca. E così doveva chiamarsi, per ringraziare Dio di averlo salvato». Quando dico e ripeto che la nostra Vanessa è un dono del Cielo, e che la sua nascita mi ha reso più religioso (anche se meno cattolico), immagino stuoli di Teo-cosi storcere il naso. Poi trovo questa storia, che arriva da un paese dove non si guarda con sospetto la fecondazione assistita. E trovo compagnia. Con buona pace di coloro che definirebbero quel medico e quella biologa assassini, in quanto manipolatori di embrioni, e quella madre empia, in quanto ha chiesto aiuto alla tecnica contro la natura. Io, che continuo a credere che l’aiuto della tecnica sia solo un mezzo che Dio ha usato per compiere il suo disegno…

21/12/2006

Ciao Piero

Questa mattina Piergiorgio Welby ha lasciato questa terra, solo pochi mesi dopo Luca Coscioni. Di lui hanno scritto e parlato tutti. Meglio ricordarlo con qualcosa che ha scritto lui, il giorno in cui, già malato terminale, decise di andare a votare ai referendum del giugno 2005 sulla legge 40. Quel giorno, su www.calibano.ilcannocchiale.it scrisse così... 

Ho versato il sangue per la Repubblica! Non è stata, lo devo ammettere, quell’effusione sanguinis tanto cara a qualcuno; è stata una sbucciatura alla tibia con effusione di poco sangue, ma la Repubblica, nella persona del Min. Pisanu, per me, non ha effuso nemmeno l’inchiostro di una Biro usa & getta.
E sì, che, insieme all’Associazione Luca Coscioni, avevo chiesto, per tempo, al Ministro di rendere possibile l’esercizio del diritto di voto per quei 100.000 disabili gravi che non possono spostarsi se non a rischio di molte sofferenze o della stessa vita (in Ucraina per i disabili gravi erano stati istituiti dei seggi volanti…Evidentemente in Ucraina c’è una democrazia matura e in Italia c’è una democrazia troppo…matura!). Il Ministro non ha risposto, forse era occupato a lavarsi le mani, o a fare la doccia. A dire il vero, la vita del Ministro è troppo differente da quella di un disabile grave perché io possa immaginare come passi la giornata. Non molto tempo fa, con una lettera al Foglio, avevo chiesto, sempre come membro dell’Associazione Luca Coscioni, a Ferrara e a Socci di scrivere almeno un articoletto sul diritto dei disabili gravi a leggere le novità editoriali in formato digitale. Non conosco come trascorra la giornata il Ministro, ma credo di non essere lontano dal vero, se immagino che Socci passi la giornata a intervistare chi ha visto la Madonna e Ferrara a dilettarsi con gli orgasmi plurimi che gli procurano i discorsi di Rutelli. Perché dico questo? Perché né Socci, né Ferrara mi hanno risposto. Lo so lo so, in questi casi c’è sempre qualcuno che ti dice: non chiederti cosa gli altri possono fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per gli altri.
Ero uscito dal coma da tre giorni, non sapevo se ci sarei rientrato per sempre, quando si avvicina al mio letto il Prof. Arcangeli, primario del reparto di rianimazione del Santo Spirito e mi dice: “ Il Dott. Ricci del Gemelli vorrebbe prelevarti alcune provette di sangue per spedirle a Torino dove si sta cercando il gene della tua malattia che è molto rara. Se accetti batti una volta le palpebre. Se rifiuti battile due volte. Non sei tenuto ad accettare”. Io pensai agli altri, battei una volta le palpebre e … versai il sangue.
Ieri, il sangue l’ho versato per andare a votare. Stavo per “versare” qualche altra cosa; il ventilatore polmonare dal quale mi ero dovuto staccare per poter entrare nell’ascensore, una volta arrivato al pianterreno, non si voleva riaccendere. Ho pensato – il ventilatore è in panne, se l’ascensore, come spesso accade, si rifiuta di partire, faccio la fine di un pesce rosso saltato fuori dal vaso. Sarei morto tra rantoli e colpi di tosse, come Violetta nell’ultimo atto della Traviata. A tenermi la mano ci sarebbero stati Marco Pannella, Emma Bonino, Sergio Stanzani, Daniele Capezzone, Rita Bernardini. Che cosa ci facevano lì? Erano venuti per rendere possibile il mio voto e per far sentire ai 100.000 disabili gravi una voce che rompesse il silenzio delle autorità. Ecco, già vedo i risolini furbetti, le ammiccatine ironiche, il darsi di gomito degli apoti. Ma sì, questo è il paese dei furbi di tre cotte, siamo tutti smagati, adulti e vaccinati. Questo è il paese dove, se una donna ha le ovaie bruciate dalla radioterapia o un uomo i testicoli asportati per un tumore e, nonostante tutto, vogliono, grazie all’eterologa, un figlio loro, i furbastri si danno di gomito e pensano che lei sia un po’ “mignotta” e lui un po’ cornuto; questo è il paese dove, se una madre portatrice di una malattia genetica spera che suo figlio, grazie alla selezione pre-impianto, non debba nascere con la stessa patologia conclamata, i furbastri si danno di gomito e le dicono in faccia che è peggio di Mengele; questo è il paese dove, se i malati distrutti dalla SLA invocano una ricerca a tutto campo, i soliti furbastri si danno di gomito e gli dicono in faccia che non sono altro che degli assassini disposti a strappare il cuore ai bambini per poter guarire.
In questo paese un uomo, Umberto Veronesi, che ha dedicato la vita a salvare le donne dal tumore, viene sbertucciato dai versi sciolti degli editoriali di un Elefantino, o due Premi Nobel per la medicina, Renato Dulbecco, premio Nobel 1975 per la Medicina per le sue scoperte in materia di interazione tra virus tumorali, e Rita Levi Montalcini, Premio Nobel 1986 per la Medicina per la scoperta dei "fattori di crescita" del sistema nervoso, vengono annichiliti da una battutina più stupida che velenosa: “Io dei Nobel non mi fido”, o il Dott. Vescovi, che notoriamente è retribuito con acqua San Pellegrino e pane e cicoria, mette in guardia quei mammozzi un po’ ebeti che sono i ricercatori di mezzo mondo, dagli interessi malvagi della Spectre delle multinazionali.
Questo è il paese dove il Card. Ruini predica: " […] Non siamo contro la scienza e i suoi progressi: al contrario, ammiriamo e sosteniamo i frutti della ricerca e dell’intelligenza, che è il segno dell’immagine di Dio nell’uomo. Vogliamo dunque che la scienza sia al servizio del bene integrale dell’uomo: non si tratta, pertanto, di arrestare od ostacolare il cammino della scienza, ma di orientarlo […] ” e nessuno delle pere furbastre di tre cotte osa ricordare che “l’orientamento” a cui allude il cardinale si “orientava” a perseguitare Andrea Vesalio perché dissezionava i cadaveri e a “censurare” Christian Barnard perché trapiantava gli organi.
Per contrastare questo orientamento, ho votato 4 Sì, ho versato il sangue, ho riportato uno stiramento allo sternocleidomastoideo e un arrossamento all'osso sacro…no, all'osso laico! (la sola cosa laica su cui Ruini non può mettere le mani!)

Il Calibano

24/11/2005

Visto in tv

L'altra mattina, mentre Vanessa dormiva, ho sbirciato la replica di un telefilm, "La dottoressa Gio'", con Barbara D'Urso nei panni della protagonista. La scena era in uno studio medico in cui si praticava la fecondazione assistita. L'aspirante papà veniva accompagnato in una stanza perchè "producesse" il suo sperma. Gli sceneggiatori l'hanno colorita un po': poster di paginoni centrali di Playboy alle pareti, riviste hard sul tavolino, perfino un pappagallo sul trespolo appollaiato nella stanza, simbolo di chissà che... alla faccia della massima asetticità possibile in un luogo dove si doveva compiere un passaggio di un intervento medico. Ovviamente gli sceneggiatori non immaginano nemmeno come sia lo studio medico in cui si pratica la fecondazione assistita. Ho chiesto a papà come fosse la stanza dove avevano accompagnato lui: era un normale antibagno, senza riviste e senza poster alle pareti. Ma si sa, nell'immaginario collettivo italiano, la masturbazione è qualcosa di peccaminoso che comporta fantasie lascive della peggior specie... La scena proseguiva con una donna straniera che si avvicinava alla reception, chiedendo di avere un figlio "da single" (come gli studi medici fossero un supermercato...). L'infermiera la cacciava in malo modo, dicendole più o meno che andasse a farlo al suo paese (non è che le tedesche sono più peccaminose delle italiane, così, come immaginario collettivo, e quindi la parte brutta era meglio assegnarla a una straniera?). E così via, di stereotipo in stereotipo.

Certo, se programmi tv come questo hanno aiutato l'opinione pubblica a farsi un'idea sulla fecondazione assistita, meglio non stupirsi delle sciocchezze che si continuano a sentire sull'argomento...

mamma

03/08/2005

Buon compleanno, piccola Ilaria

Passa in fretta un anno, vero? Passa in fretta quando è pieno di gioie. Gioie come il primo vagito, la prima poppata, la prima notte di sonno tutta intera, la prima pappa, il primo dentino, il primo sorriso. Adesso hai anche imparato a camminare, piccola Ilaria. Tre passi per volta, prima di sederti sul pannolone, fingendoti stanchissima. E poi ripartire, con un sorrisone dei tuoi. Passa in fretta un anno, quando è un anno felice e arriva dopo tanti anni di attesa e amarezza. Medici, visite, qualcosa che non funziona, il sentirsi ammalati sembrando sani, quei nomi strani come Fivet e Icsi... Sei anni, piccola Ilaria. Sei anni ad aspettarti che sembravano secoli. Poi sei arrivata tu. E adesso sembra tutto più facile. Il tempo vola. E c'è sempre il sole, quando piove. Basta che tu sorrida. Soffia forte stasera, sulla candelina. Io, mamma e Vanessa aspettiamo le foto...
(e se volete vederle, cliccate sul link "fl@via" nell'elenco dei links)

19/07/2005

ProLife: difendi l'embrione, spara al ladro

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato un'integrazione alle norme penali italiane sulla legittima difesa, provvedimento che reca la firma di un manipolo di senatori di An, Forza Italia, Udc e Lega Nord. In base alla nuova norma, se venisse approvata anche alla Camera, il concetto di legittima difesa si estende...
"...se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati ("nell'abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi", secondo l'articolo 614 del codice penale sulla violazione di domicilio, ndr) usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale".

In pratica sparare per difendersi diventerebbe legittimo non solo per tutelare la propria vita, ma anche i propri beni. Sono curioso di sapere quanti parlamentari fieri astensionisti "in difesa della vita", hanno votato senza essere attraversati dall'ombra di un dubbio.

28/05/2005

Chiuso per ferie

Da oggi il blog non avrà aggiornamenti per qualche giorno: papà, mamma e Vanessa se ne vanno al mare. Chiudono anche i commenti, perchè non possono essere emendati in caso di eccessi. Ci si vede al nostro ritorno. Ci si vede un po' più tardi con quelli che il 12 e il 13 se ne andranno al mare.

papa, mamma e Vanessa

23/05/2005

A. e A.

...li abbiamo incontrati insieme, senza darci appuntamento, nello studio del medico dove tutto stava per cominciare. Per loro era già cominciato. In quella sala d'aspetto l'ansia era densa come la nebbia a novembre (e la segretaria che parlava di calcio e di riviste femminili, per alleggerire il peso dell'attesa). E noi, che eravamo alla prima visita, al primo approccio, non facemmo fatica a capirlo. Ci siamo incrociati per pochi minuti: loro uscivano dallo studio, e sobito dopo era il nostro turno. Ecografia per monitorare i follicoli, una delle tappe obbligate di chi ha cominciato la stimolazione ovarica. Lui sorrideva, lei sospirava. «Speriamo?». «Speriamo...». Era gennaio. La legge 40 stava per essere votata.
Quando ho rivisto lui erano passati moltissimi mesi. «Come stai? E il lavoro?». Frasi di circostanza, con la paura nei nostri occhi di fare quella domanda. Com'è andata? E' nata Vanessa, ho detto io. A noi è andata male, ha detto lui. Non ho chiesto altro. Era come se avessi visto un coltello nella sua piaga e non avevo il coraggio di toccarlo. A. ha sorriso lo stesso: «Congratulazioni».
Ha sorriso tanto anche sabato. Passeggiata in centro, noi con il passeggino, decine di passeggini. A. e A. li vediamo passare da lontano: «Guarda, stavolta ha il pancione anche lei...» dico a mamma. E allora speriamo di incontrarli, di mostrare loro Vanessa, per dire: «E' così che finisce...». Invece no. Li incontriamo, ma il pancione era solo la borsetta con la maglia appoggiata sopra che, di profilo e da lontano, sembrava un'altra cosa... Guardano Vanessa e sorridono. E lei sorride a loro. Ancora una volta, non una parola di più. Non so se ci abbiano riprovato. O, se hanno smesso, perchè lo abbiano fatto. Mille possono essere le ragioni. Ma il loro sorriso a Vanessa mi ha fatto capire che sarebbero un papà e una mamma fantastici. E spero che un giorno possano diventarlo...
papà
igenitoridivanessa@yahoo.it

11/05/2005

Troppa rabbia, urge buonumore

(...che Vanessa stanotte ha sofferto di mal di pancia terribile e si è dormito veramente poco...)

Due spermatozoi corrono veloci veloci verso l'ovulo.
"Primo!"
"Fecondo..."

(citata da Fabio Volo qualche giorno fa, in "Il Volo del mattino", in onda dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 10 su Raduo Deejay)